Il conflitto si espande. Morti a sud di Tripoli e raid aerei a Sirte

Di Vanessa Tomassini.

La guerra tra il Libyan National Army (LNA) e la coalizione di gruppi armati del Governo di Accordo Nazionale (GNA) a sud di Tripoli prosegue senza interruzioni dal 4 aprile. Aumentano le notizie false e i rapporti contraddittori sul conflitto, mentre le due fazioni si accusano a vicenda di crimini di guerra. Entrambi gli schieramenti inoltre rivendicano un’avanzata sul terreno, mentre il premier Fayez al-Serraj sostiene che si profilano gli elementi per la fine dei combattimenti. Il presidente del Consiglio aveva affermato nei giorni scorsi che la guerra si sarebbe interrota solamente con la sconfitta delle forze attaccanti, guidate dal feldmaresciallo Khalifa Haftar. In questo contesto, nelle scorse ore, la Mezzaluna Rossa libica avrebbe recuperato almeno 3 corpi e decine di feriti tra le forze GNA a sud ovest della capitale. I combattimenti si sono via via allontanati dal centro di Tripoli, concentrandosi negli assi di Sawani, Yarmouk, Khallet al-Furjan, Wadi al Rabie, mentre proseguono senza grandi variazioni lungo la strada dell’areoporto (Tariq al-Matar). Se entrambe le parti sembrano aver subito pesanti perdite, il peso maggiore è supportato dai civili, tra i quali l’intensificarsi dei raid aerei ha generato un senso di frustrazione. Un attacco condotto dall’aviazione di Misurata sotto l’egida di Serraj, ha preso di mira un capannone a Qasr Bin Gashir, dove era presente dell’esplosivo. Il materiale ha dato origine a ripetute esplosioni ed incendi che hanno raggiunto le aree residenziali. Il dipartimento informazioni dell’LNA ha invece rivelato la sua responsabilità dei raid condotti nella notte tra giovedì e venerdì nella periferia sud di Sirte, su quelli che ha definito “raduni terroristici”.

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