Mogherini: “embargo sulle armi molto necessario al largo delle coste della Libia ora”

Il Consiglio degli Affari Esteri dell’Unione Europea (UE) si è riunito oggi a Bruxelles per una giornata intera di incontri tra i ministri degli Esteri degli stati membri. Sul tavolo delle trattative anche il fascicolo immigrazione e la situazione in Libia, principale Paese di transito per migliaia di migranti e rifugiati che dall’Africa fuggono verso le coste europee. Sugli aspetti esterni della migrazione, l’alto rappresentante, vicepresidente Federica Mogherini a seguito del Consiglio ha osservato di aver visto “una convergenza positiva degli Stati membri sulla necessità di affrontare la questione in modo più efficace. Abbiamo avuto, in particolare, una discussione su come migliorare alcuni punti della nostra azione comune che è già in atto: prima di tutto, la necessità di finanziare di più il nostro fondo fiduciario di emergenza dell’UE per l’Africa. Abbiamo qualcosa come 209 progetti già in essere per un totale di 4 miliardi di euro per i paesi di origine e di transito. Questo ci ha permesso di ridurre il numero di arrivi irregolari, ma anche di salvare molte vite sia nel deserto che in mare”. La vicepresidente ha spiegato che questi fondi stanno per finire ed ha chiesto agli Stati membri di “essere coerenti e di impegnare nuove risorse affinché possiamo continuare i nostri programmi o avviare nuovi programmi nei paesi di origine e di transito”, avvertendo del rischio di dover interrompere la cooperazione questi paesi. Il Consiglio ha anche affrontato la necessità di aumentare e accelerare il reinsediamento di persone che hanno bisogno di protezione internazionale, siano esse in Libia o in Niger, o altrove. “Abbiamo anche discusso sulla necessità di chiedere o aspettarsi dai nostri colleghi, i ministri dell’Interno che si incontreranno a Helsinki tra pochi giorni per la loro riunione informale, per avanzare degli accordi sullo sbarco in modo che questo problema possa essere affrontato su base regolare”. Ha aggiunto Mogherini, precisando che “questa non è competenza dei ministri degli Esteri”, sebbene questi abbiano espresso “un forte desiderio di vedere progressi in merito”. Tale azione ha spiegato “sarebbe anche qualcosa che ci permetterebbe di andare avanti – eventualmente – sul ritorno delle risorse navali di Operazione EUNAVFOR MED, Sophia, in mare. Ciò sarebbe importante non solo per la gestione della migrazione, ma anche per l’attuazione dell’embargo sulle armi che è molto necessario al largo delle coste della Libia ora”.

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