Armi e mezzi blindati dalla Turchia, le milizie di Tripoli postano video e selfie sui social imbarazzando l’Onu

La comunità internazionale e le Nazioni Unite hanno iniziato a scavarsi la fossa per la vergogna. Infatti, dopo anni passati a nascondersi, nella guerra a Tripoli, i Fratelli Musulmani escono allo scoperto e mostrano la farsa dell’embargo verso la Libia. Carichi di armi, munizioni e mezzi blindati, entrano tranquillamente nei porti di Tripoli e Misurata per prolungare la vita delle milizie e dei terroristi al fronte del Governo di Accordo Nazionale. Dopo che il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Gutierres, aveva espresso preoccupazione nei giorni scorsi per il possibile arrivo di nuove armi in Libia via mare, a dimostrare che l’embargo stabilito dalle risoluzioni Onu è tutta una farsa, ci hanno pensato ancora una volta le milizie del Governo di Accordo Nazionale totalmente fuori controllo. Giovani di Tripoli e Misurata si sono immortalati alla guida di decine di blindati Bmc Kirpi di fabbricazione turca arrivati sabato 18 maggio a Tripoli a bordo della nave cargo “Amazon”, battente bandiera moldava e partita dal porto turco di Samsun. A ricevere il carico sarebbe stata la coalizione islamista di Salah Badi, meglio nota come al-Samoud. Badi, che è stato inserito nella lista delle sanzioni delle Nazioni Unite lo scorso novembre, è oggi impegnato al fronte contro le forze armate libiche al soldo dei Fratelli Musulmani. Ad accrescere l’imbarazzo della comunità internazionale, in particolare di Italia e Regno Unito da sempre sostenitori del Governo islamista di Tripoli, le foto pubblicate da un’altra milizia radicale, la brigata Marsa fondata dall’attuale ministro dell’Interno del Gna, Fathi Bashaga, di fucili automatici di precisione e lanciarazzi anti-carro che potrebbero essere arrivati in Libia a bordo della stessa spedizione. Il ministro degli Esteri del Governo ad Interim, con base ad al-Beida ha condannato fermamente quanto accaduto, denunciando l’ennesima violazione dell’embargo sulle armi verso la Libia.

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