Un “ponte di solidarietà” tra Italia e Libia

Di Vanessa Tomassini.

Mercoledì la campagna di solidarietà “Solidarity Bridge”, condotta dal Governo Italiano attraverso l’Ambasciata d’Italia a Tripoli, ha raggiunto il sud del Paese nordafricano, in particolare la meravigliosa oasi di Ghat. In collaborazione con il Governo di Accordo Nazionale 400mila euro di apparecchiature mediche, medicinali e cure sanitarie verranno consegnati alle comunità mediche locali per aiutarle a fornire assistenza a migliaia di pazienti. Duecentomila euro di forniture mediche sono stati destinati alla città di Khoms, spedizioni hanno raggiunto precedentemente l’ospedale di Murzuk, le comunità di Sorman e Zuara, prima ancora quelle di Qatrun e Zintan. Il progetto, per un totale di 18 milioni di euro, coordinato con Palazzo Chigi ed il Ministero del Governo Locale, riguarda in tutto 20 municipalità tra quelle più colpite dal fenomeno dell’immigrazione illegale e clandestina. Solidarity Bridge aveva preso il via a gennaio nella città di Garabulli, nel nord-ovest della Libia, con la consegna da parte dell’Ambasciatore Giuseppe Perrone di attrezzature “essenziali” per l’ospedale locale e da allora non si è mai interrotto. Di recente l’Italia ha anche stanziato 500 mila euro alla Croce Rossa in Libia per impianti idrici e attrezzature mediche verso 12 centri medici, tra cui quelli di Bengasi, Misurata, Sebha e Tripoli, inoltre 500 mila euro sono stati messi a disposizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per migliorare la fornitura di farmaci e servizi di base nelle aree di al-Jufra, Wadi Ashati e Murzuq. L’Italia non si stanca di mostrare concretamente il suo supporto e vicinanza al popolo libico ed ha aumentato il sostegno al Governo nella lotta contro il traffico di esseri umani, nonché nel cercare di migliorare le condizioni dei migranti e degli sfollati. A tal riguardo Palazzo Chigi ha stanziano 1 milione e 100 mila euro affinché l’OMS possa intensificare l’assistenza ai migranti e 500 mila euro affinchè UNHCR possa realizzare progetti di impatto rapido per gli sfollati. Grazie anche a queste iniziative, giovedì 133 persone hanno viaggiato verso il Niger dal nuovo Gathering and Departure Facility (GDF) in Tripoli, gestito da UNHCR e i suoi partner locali, offrendo così ai rifugiati un’alternativa alla detenzione.

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