Spuntano nuovi dettagli sull’attentatore di Manchester Salman Abedi

Di Vanessa Tomassini.

Spuntano nuovi dettagli sul passato dell’attentatore di Manchester, Salman Abedi, dopo la rivelazione del salvataggio da parte della Royal Navy nel 2014. Il giovane libico, che la sera del 22 maggio 2017 ha nascosto una bomba fatta in casa davanti alla biglietteria della Manchester Arena, uccidendo 22 persone, tra cui 7 bambini, nel 2016 protestava nel Regno Unito per la liberazione di alcuni personaggi ricollegabili alla Fratellanza Musulmana, una delle più importanti organizzazioni islamiste internazionali con un approccio di tipo politico all’Islam. I Fratelli sono considerati un’organizzazione terroristica, da parte dei governi di Bahrain, Egitto, Russia, Siria, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Tagikistan e Uzbekistan. Godono invece di cospicui finanziamenti e protezione, più o meno esplicita, da parte dei governi di Turchia e Qatar, nonche dai loro alleati e partner economici.

 

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In questi scatti si vede Salman Abedi in maglietta rossa reggere un manifesto che chiede il rilascio di dieci cittadini di nazionalità libica che erano stati arrestati negli Emirati Arabi Uniti, come Kamal e Mohammed el-Darat, accusati di sostenere di aver finanziato e sostenuto la Brigata del 17 febbraio e Libya Dawn.
Le accuse alla fine sono state abbandonate dalla Corte Suprema degli Emirati e i due furono rilasciati nel giugno del 2016 dopo le pressioni di Washington, in quanto gli el-Darat avevano acquisito la cittadinanza americana. Negli Stati Uniti avevano richiesto asilo durante gli anni del regime Gheddafi, ma vissero negli EAU per lungo tempo. Nelle foto si vede chiaramente un cartello contro il supporto emiratino al generale Khalifa Haftar che insieme ai suoi uomini porta avanti una feroce battaglia contro i terroristi che dopo la caduta del califfato in Siria ed Iraq hanno approfittato del caos in Libia per trovare rifugio e riorganizzarsi. Secondo informazioni trapelate sui media, circa un nuovo documento del pannello degli esperti UN, i militanti d Daesh in Libia sarebero ancora diverse migliaia.

Venerdì la BBC ha anche rivelato che in una moschea di Manchester un sermone invocava la jihad armata, sei mesi prima l’attentato di Manchester. Tuttavia l’imam della moschea in questione, Mustafa Graf, nega di aver mai predicato l’Islam radicale. Nelle registrazioni della BBC si sente chiaramente il predicatore rivolgere preghiere per i”mujaheddin” che combattono all’estero, un termine comunemente usato per i combattenti della guerriglia islamista. “Chiediamo ad Allah di concedere loro mujaheddin ai nostri fratelli e sorelle in questo momento ad Aleppo, in Siria e in Iraq per garantire loro la vittoria”, ha detto il signor Graf che aggiunge: “Molti fratelli amano l’Islam e i musulmani, ma non fanno nulla per il sostegno dei loro fratelli e sorelle”. Un altro passo recita: “Il jihad per amore di Allah è la fonte di orgoglio e dignità per questa nazione”.

La rivelazione, circa i sarmoni nelle moschee finanziate dai Fratelli Musulmani in Regno Unito, non suscita alcuno stupore tra gli esperti, mentre provoca l’indignazione di alcuni cittadini libici residenti a Manchester. Il dr Ahmed Sewehli per esempio, psichiatra residente a Manchester, co-fondatore dell’ospedale psichiatrico di Misurata, invita in un tweet la BBC ad occuparsi di altre questioni come l’uccisione di Yvonne Fletcher ed i voli PA103 ed UTA772, accusando il capo di una organizzazione britannica che supporterebbe, a suo dire, Gheddafi e suo figlio Saif al-Islam. Il dr Sewehli, figlio dell’ex presidente dell’Alto Consiglio di Stato Libico, critica spesso nei suoi cinguettii il modus operandi del Libyan National Army.

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