Da National Oil Corporation, traduzione a cura di Vanessa Tomassini.

Nell’ambito della continua cooperazione tra la National Oil Cooperation (NOC) e il popolo di Tebu, il presidente del consiglio di amministrazione della NOC, Mustafa Sanalla, lunedì 13 agosto 2018, ha ricevuto il presidente del Consiglio dei notabili di Tebu, Ibrahim Werdkou Ysokou, il presidente del Consiglio sociale di Obari, Aner Sidi Moussa, membro del Consiglio dei notabili di Tebu, Mohamed Ahmad Ellafi e Mustafa Yahya Mohamed, attivista della società civile di Obari.

Sanalla ha accolto favorevolmente la delegazione, osservando che la visita ha confermato l’entusiasmo dei membri per promuovere l’interesse nazionale e per aiutare NOC a superare le sfide che il settore petrolifero e del gas deve affrontare. Ha anche elogiato gli sforzi dei dignitari di Tebu per trovare e liberare i dipendenti della controllata della NOC, Akakus, rapiti il ​​14 luglio 2018.

“Tutte le comunità della Libia, incluse quelle del Sud, si sono unite contro il crimine di sequestro di persona per un riscatto”. Ha detto Sanalla. “Questo non è solo un crimine contro individui, ma contro ogni speranza che abbiamo di essere di nuovo una nazione stabile e pacifica. NOC lavorerà con tutte le istituzioni legittime per garantire che non vengano fatte concessioni agli ostaggi. Non permetteremo a pochi criminali di creare un mercato per le sofferenze umane e di contrattare con le speranze di un’intera nazione”.

Sanalla ha ribadito che NOC appartiene a tutti i libici e ha sottolineato gli sforzi della società per migliorare i rapporti con e, ove possibile, gli standard di vita delle comunità nelle vicinanze dei giacimenti petroliferi.

Il presidente del Consiglio dei notabili di Tebu ha elogiato gli sforzi della NOC e delle sue società operative per continuare a lavorare nei campi petroliferi, nonostante la scarsa sicurezza. Ha elogiato il ruolo del consiglio di NOC nel proteggere la ricchezza di tutti i libici, nonostante le difficili condizioni del paese. Il presidente ed i membri della delegazione del Consiglio di Tebu hanno deplorato la sparizione forzata dei dipendenti dell’Akakus a Sharara, chiedendo che i sequestratori siano ritenuti pienamente responsabili delle loro azioni.

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