Di Vanessa Tomassini.

La Libyan Investment Authority, l’autorità che controlla attività per un giro di affari di oltre 67 miliardi di dollari, ha dichiarato di essere stata costretta ad abbandonare la sua sede centrale nella capitale. In un comunicato rilasciato martedì, l’autorità afferma di essere stata costretta a lasciare i suoi uffici presso la torre centrale di Tripoli per via dell’interferenza nei suoi affari interni e le continue minacce da parte del battaglione incaricato dal Consiglio Presidenziale del Governo di Accordo Nazionale della protezione dello stabile.  

La fondazione ha detto che la milizia ha minacciato e spaventato i  suoi dipendenti, arrivando perfino a sequestrare uno dei suoi manager. Gli uomini armati  avrebbero perfino costretto gli impiegati ad ignorare le direttive aziendali, bloccando le comunicazioni e le mail tra l’amministratore delegato ed altri dipartimenti esecutivi. Non ultimo, la milizia ha cercato di impedire il trasferimento della Libyan Investment Authority  in un’altra sede, che per motivi disicurezza non è stata ancora rivelata.

 

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