Di Vanessa Tomassini.

Martedì sera alcuni manifestanti hanno chiuso le strade di alcuni quartieri della capitale Tripoli, bruciando copertoni delle ruote delle macchine, in segno di protesta per la continua assenza di elettricità che ha raggiunto livelli insopportabili.

Le proteste hanno portato alla chiusura del ponte di Ghut al-Shaal e una delle arterie principali della viabilità verso Tripoli, la strada Al-Athar. Tripoli ed altre città occidentali soffrono di cali di corrente che lascerebbero interi quartieri al buio anche per 20 ore.

Durante la nostra visita a Tripoli, lo scorso aprile, la compagnia nazionale stava portando avanti una campagna di sensibilizzazione per ridurre gli sprechi, soprattutto nel periodo estivo, quando aumentano i consumi per via dei condizionatori. “Le temperature in questi giorni hanno superato i 35 gradi, è impensabile lasciare la gente in questo stato – ci dice un giovane di Tripoli – sono anni che continuiamo a sentire chiacchiere e visite di capi di stato che promettono aiuti, ma nessuno ha ancora fatto nulla. Tutti mentono e nessuno ci ascolta è diventato inutile anche protestare, siamo in gabbia”.

Soltanto ieri la municipalità di Hay al-Andalus ha diffuso una nota in cui avverte di manifestazioni pacifiche per chiedere soluzioni al problema.

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