Di Vanessa Tomassini.

La Libia piange lo sceicco Mohammed, l’unico figlio di Sheikh Mujahideen Omar al-Mukhtar, l’imam e guerrigliero libico cirenaico che guidò la resistenza anticoloniale contro gli italiani negli anni venti, considerato in Libia un eroe nazionale. Mohammed al-Mukhtar si è spento all’età di 97 anni a Bengasi, in Cirenaica. Così la Libia ha perso l’ultimo di coloro che sono rimasti con il nome della famiglia Al-Mukhtar e Al-Hafiz, degni di essere venerati per la città di Bengasi che non ha mai dimenticato gli orrori del colonialismo fascista.

La Camera dei Rappresentanti ha definito lo sceicco Mohammed un simbolo di coraggio e di lotta contro il colonizzatore straniero in Libia per la Libia, nonché per il mondo arabo e islamico in generale, ricordando l’epopea contro l’occupazione fino alla liberazione della Libia. Anche il Consiglio supremo di Stato ha elogiato lo sceicco Mohammed ed ha offerto le sue condoglianze alla famiglia.

Particolarmente commovente il ricordo di Ahmed Gaddaf al-Dam il cugino di Gheddafi che ha vissuto 42 anni accanto al rais, “In questo momento – scrive Gaddaf al-Dam – voglio occuparmi di Mohammed Omar Al-Mukhtar, il figlio del martire Omar Al-Mukhtar, il mio compagno dell’Esercito di Liberazione e comandante del battaglione di Omar Al-Mukhtar delle Guardie Popolari. Ringrazio i nostri fratelli della tribù di Menoufah e tutte le tribù di Al-Batnan. Sia durante gli anni della rivoluzione che prima, quando ero con mio padre a Bengasi ed ogni volta che eravamo lì in visita veniva da noi.  Suo padre era compagno di mio padre nell’esercito, ed io ascoltavo i loro ricordi e sofferenze”. Gaddaf al-Dam racconta alcuni aneddoti vissuti da suo padre ed Omar al-Mukhtar, il “leone del deserto” ma anche i dialoghi con Muammar Gheddafi che ha voluto fossero raccolti in un libretto.

“Per anni – rivela il cugino del rais – ci siamo incontrati per ripristinare i ricordi e rafforzare la nostra relazione. Era un uomo buono e semplice”. Poi aggiunge: “ricordo i suoi sentimenti nel giorno in cui il Primo Ministro italiano si è scusato con Mohammed Omar al-Mukhtar, erano sentimenti contrastanti ed ha ringraziato a Dio quando ha visto il premier italiano abbassarsi per chiedere scusa. ‘Mi sono preso la rivincita per mio padre e per tutti i libici grazie al comandante Gheddafi’ aveva detto. E quando il martire Gheddafi visitò l’Italia per la prima volta, insistette che i figli e i nipoti dei martiri fossero lì quando uscì dalla scala dell’aereo”.

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Gaddaf al-Dam ha poi ricordato il raid della NATO contro la Libia, “Mohamed Omar Mukhtar era vecchio ed iniziò un viaggio con l’Alzheimer, entrò nell’ospedale di Alessandria e dopo che era migliorato, la sua malattia fu sfruttata da alcuni clienti. Tutto bello nel nostro paese per distorcere, ed il figlio del martire Omar al-Mukhtar è finito nella trincea d’Italia e Francia ed il resto delle spie. Tuttavia, Mohammed Omar al-Mukhtar rimane il figlio dell’eroe”.

 

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