di Vanessa Tomassini.

La Gran Bretagna già da tempo accusava Muammar Gheddafi e il suo regime di fornire armi all’esercito repubblicano irlandese, nel tentativo di porre fine al dominio britannico nell’Irlanda del Nord alla fine del ‘900. Dopo anni di polemiche, che nemmeno la barbara uccisione del Rais nel 2011 è riuscita a sedare, i membri della House of Commons  hanno recentemente presentato una richiesta formale per discutere in parlamento una proposta di legge che obblighi la Libia a pagare un risarcimento economico alle vittime degli attacchi dell’esercito irlandese, utilizzando i fondi libici congelati per effetto della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 1973 del 2011.

La notizia ha immediatamente innescato le reazioni libiche. “Consideriamo questo passo seriamente, prendere una tale decisione è una violazione delle leggi internazionali e della sovranità libica, ed è anche un precedente su cui altri potrebbero fare affidamento per mettere le mani sui fondi di altri paesi in futuro” si legge in un comunicato rilasciato lunedì dal Governo di Accordo Nazionale guidato da Fayez al-Serraj. Il Consiglio Presidenziale di Tripoli ha anche avvertito la Camera dei Comuni britannica di impedire tale scelta con ogni mezzo, sottolineando che “un tale passo non servirebbe alle relazioni libico-britanniche che cerchiamo di sviluppare e migliorare”.

Ferma condanna anche da parte della Camera dei Rappresentanti di Tobruk. Il membro del parlamento orientale e presidente della Commissione Dialogo, Abdussalam Nassiyah, ha rigettato con forza la mossa britannica definendola “l’estorsione del secolo” e sottolineando che la realizzazione di questo passaggio sarebbe il più grande saccheggio e ricatto internazionale. Nassiyah ha chiesto alle autorità di Tripoli, in particolare al procuratore generale, di aprire un’inchiesta che faccia luce sulla vicenda per capire chi c’è dietro questa inaccettabile proposta.

Dopo la caduta di Gheddafi nel 2011, la Libia è caduta nel caos più totale, avvantaggiando solamente alcune potenze straniere, e i gruppi terroristici che ora anche la Gran Bretagna combatte. Insomma oltre al danno, la beffa: una scelta del genere sarebbe l’ennesimo schiaffo verso il popolo libico, l’unico a cui spetta davvero decidere di cosa fare di quei fondi, di cui già decine di milioni sono andati persi in Europa strada facendo.

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