Il COVID-19 mette in ginocchio il turismo tunisino, 56% di libici in meno rispetto al 2019

Il Direttore generale dell’Ufficio nazionale del turismo tunisino, Mohamed Moez bin Hussein, ha rivelato che il numero di turisti libici in Tunisia è diminuito del 56% durante i primi sei mesi del 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019.

Bin Hussein ha dichiarato che nel 2019, la Tunisia ha ricevuto quasi cinque milioni di visitatori dall’Algeria e dalla Libia. Le osservazioni del funzionario tunisino sono arrivate durante un simposio sui meccanismi e sulle procedure necessarie per far ripartire il settore turistico tunisino, a seguito della pandemia del nuovo coronavirus.

La Banca centrale tunisina ha rivelato inoltre un calo dei rendimenti finanziari per il settore turistico durante la prima metà di quest’anno del 47%, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

La Banca ha evidenziato che la chiusura delle frontiere tunisine agli stranieri per oltre tre mesi ha influenzato direttamente le prestazioni del settore turistico, considerando che i ricavi in ​​valuta forte non hanno superato i 1,085 miliardi di dinari tunisini, circa 382 milioni di dollari.

Dopo una pausa di oltre tre mesi, sabato è atterrato il primo volo internazionale all’aeroporto di Djerba con 155 turisti europei in arrivo da Francia, Germania e Lussemburgo. All’inizio di luglio, le autorità tunisine hanno dichiarato la vittoria sul virus.

Le frontiere con la Libia restano invece chiuse, per via del rapido aumento di contagi nelle ultime quattro settimane. Secondo i dati del National Center for Disease Control, ad oggi la Libia ha registrato 2,176 casi e 53 morti, mentre le persone guarite sarebbero solamente 489.

Le organizzazioni internazionali e la missione ONU hanno avvertito tuttavia che i numeri potrebbero essere molto più alti, considerata la difficile situazione che stanno vivendo i libici e la scarsa capacità di condurre test in molte aree.

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