Consiglio di sicurezza ONU: sessione consultiva su missione Irini in Libia richiesta dalla Russia

Di Vanessa Tomassini.

Durante il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, mercoledì per la prima volta in videoconferenza per via dell’attuale emergenza coronavirus, si è tenuta una sessione consultiva sulla Missione militare congiunta europea, denominata Irini, che ha lo scopo di monitorare il rispetto dell’embargo sulle armi verso la Libia. Secondo il quotidiano ‘al-Wasat’, la sessione sarebbe stata richiesta dalla Russia.

I membri del Consiglio di sicurezza avrebbero ascoltato i briefing di Pedro Serrano, vice segretario generale del Servizio europeo per l’azione esterna (EEAS) e del sottosegretario generale per gli affari politici e di costruzione della pace, Rosemary DiCarlo . La Russia aveva precedentemente benvenuto l’annuncio della missione militare europea nel Mediterraneo, purchè non sia in contrasto con il diritto internazionale. Anche il Governo di Accordo Nazionale (GNA), con base a Tripoli, aveva espresso riserve sull’iniziativa aero-navale, affermando che le operazioni si concentrano sul Mediterraneo orientale, ma sembra trascurare i rifornimenti di armi ricevuti dal Libyan National Army (LNA) nell’est del Paese.

Sebbene la missione, annunciata dall’UE ad inizio aprile, arrivi in un momento in cui sono state registrate eterogenee violazioni dell’embargo verso la Libia dalla Turchia, l’alto rappresentante della politica estera dell’UE, Joseph Borrell, aveva rassicurato il ministro degli Esteri libico, Mohamed Siala, che la missione Irini includerà l’osservazione delle frontiere terrestri e dello spazio aereo della Libia via satellite. Va ricordato che mentre l’Europa è alle prese con l’emergenza del nuovo coronavirus, COVID-19, cinque fregate turche si sono posizionate nelle ultime due settimane di fronte alle coste libiche.

Russia e Turchia hanno precedentemente raggiunto un accordo sulla situazione in Siria, che il Consiglio presidenziale – guidato dal premier Fayez al-Serraj – ha auspicato possa riflettersi positivamente sulla crisi libica. Le due crisi, che da conflitto civile si sono tramutate in guerre di portata internazionale, sembrano essere direttamente collegate da quando il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha trasferito migliaia di combattenti siriani dalla città di Idlib a Tripoli e Misurata, come ampiamente documentato. Allo stesso modo, media anti-Haftar, seppur senza fornire evidenze, hanno ipotizzato l’arrivo di forze siriane allineate al Governo di Bashar al-Assad da Damasco a Bengasi, in sostegno delle forze armate libiche.

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