Pashaga, il nuovo ‘uomo forte’ della Libia

Di Ali Ahmed.

Il ministro degli Interni, Fathi Pashaga, sembra essere diventato il nuovo punto di riferimento per i Governi stranieri, dal quale far ripartire l’esecutivo fallimentare del premier Fayez al-Serraj. Dopo aver icontrato il comando Africom, gli ufficiali americani, e diversi ministri e membri della Camera dei Comuni britannici, il ministro degli Interni di Tripoli è atteso a Parigi a metà settimana per una visita di qualche giorno – secondo fonti diplomatiche – in cui Pashagha dovrà chiarire il ruolo di combattenti turchi e siriani a fianco delle gang armate del Governo di Accordo Nazionale (GNA), nell’attuale conflitto intorno a Tripoli, e i suoi piani per smantellare le milizie islamiste che attualmente sta usando per combattere contro l’esercito nazionale (LNA) sotto il comando di Khalifa Haftar, prima di aggiudicarsi il sostegno francese.

Con l’Italia, alle prese con il coronavirus, la Francia si sbriga a svolgere un ruolo di mediazione tra le parti libiche, fondamentale soprattutto in seguito alle dimissioni dell’inviato ONU, Ghassan Salamè. Venerdì, il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry e il francese Jean-Yves Le Drian hanno concordato di proseguire il coordinamento sulla crisi libica alla luce del consenso sulla necessità di una soluzione politica globale, della lotta al terrorismo e alle interferenze straniere. Secondo una dichiarazione del ministero degli Affari esteri egiziano, Shukri avrebbe consegnato un messaggio del presidente egiziano Abdel Fattah El-Sisi al suo omologo francese, Emmanuel Macron, sugli sviluppi della diga rinascimentale. I due hanno anche discusso della soluzione politica in Siria, scenario dirattamente connesso alla Libia, dove anche li si cerca di preservare unità e integrità territoriale.

E’ interessante notare che non sarà il Primo Ministro Fayez al-Serraj ad essere ricevuto all’Eliseo nei prossimi giorni, il che conferma il ruolo centrale ricoperto da Pashaga, in base alla fiducia che si è meritato riconoscendo i problemi delle milizie nella capitale libica. Le recenti dichiarazioni, infatti, hanno causato al ministro non pochi problemi con la brigata Nawasi, che minaccia di attaccare le istituzioni, le milizie coi nervi tesi per l’arrivo di nuove forze dalla Turchia e da Idlib, nonchè con i social network in subbuglio per screditare la fiducia del ministro. Pashaga di Misurata, rappresenta per molti l’uomo forte della svolta che potrebbe riuscire a mediare tra le forze in campo.

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