Risultati dell’incontro delle tribù libiche a Tarhuna

Di Vanessa Tomassini.

Si è concluso ieri, giovedì 20 febbraio, il Forum generale degli sceicchi e dei notabili delle componenti sociali libiche nella città di Tarhouna a sud di Tripoli. Ecco la dichiarazione finale rilasciata ieri a termine del Forum:

1- La Libia è uno stato democratico indipendente, sovrano e unito.

2- Tutte le leggi emanate dalla Camera dei Rappresentanti sono applicabili in tutte le questioni relative all’amnistia, che vietano la formazione di corpi illegali ed entità terroristiche estremiste e abrogano la legge sull’isolamento politico sottolineando l’attivazione di tali leggi in aree che rifiutano di applicarle e rispettare le leggi dell’organismo legislativo esistente nel paese.

3- La completa riconciliazione nazionale è la base per costruire le future relazioni tra il popolo libico nel ripristinare la coesione, la guarigione e le riparazioni nazionali per creare armonia sociale e garantire l’unità dello Stato e delle sue istituzioni.

4 – Rifiuto di tutte le organizzazioni, formazioni e corpi con convinzioni ideologiche estremiste che rappresentano una minaccia per l’unità dello Stato nazionale e la conservazione dei suoi confini.

5- Enfatizza l’adesione all’approccio democratico deciso dai libici nel modo di governare il paese e l’adozione di una costituzione consensuale che garantisca l’adempimento dei desideri del popolo libico in linea con gli insegnamenti della moderata sharia islamica e la garanzia della sovranità statale.

6- La diversità etnica e culturale è della natura della legge umana e la Libia non fa eccezione, e la relazione storica basata sul rispetto, la pace e il matrimonio tra il popolo libico garantisce la permanenza di questa relazione sulla base della parità di diritti e doveri come previsto dalle leggi libiche. Fatta salva la natura di ogni componente culturale che gode dell’affiliazione legale della nazionalità libica fino al 2011 e non accetta l’imposizione di eventuali componenti che non sono raccolti dall’affiliazione religiosa e dalla nazionalità libica per partecipare a qualsiasi dialogo.

7- Sottolineando la non accettazione di qualsiasi risultato del dialogo esistente tra i libici, incluso il prossimo dialogo di Ginevra sotto la supervisione delle Nazioni Unite, a meno che non vengano restituiti ai libici in quanto interessati a qualsiasi risultato di questi dialoghi.

8- Le tribù libiche chiedono alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale di revocare il riconoscimento del cosiddetto Consiglio presidenziale e del Consiglio supremo di stato che il dialogo di Skhirat ha prodotto senza adottare la sua legittimità dalla Camera dei Rappresentanti e considerarlo come se non fosse stato ancora riconosciuto, avendo continuato a introdurre organizzazioni terroristiche e ad uccidere i libici con denaro libico e chiedendo loro di essere processati per il crimine di tradimento del paese.

9 – Le tribù libiche annunciano la loro adesione alle legittime forze armate libiche arabe del parlamento libico nella città di Dar es Salaam, a Tobruk, e le forze che le sostengono, hanno misericordia dei martiri che hanno sacrificato le loro vite e pregano Dio per la pronta guarigione di tutti i feriti e invitano la comunità internazionale a revocare il divieto imposto di armare l’esercito libico.

Questa affermazione è un’autorizzazione tribale per le forze armate affinchè inizino rapidamente a risolvere la battaglia sul terreno per eliminare tutte le milizie che hanno causato il caos in Libia.

10 – Enfasi sulla resistenza a tutte le forme di invasione esterna, in particolare sull’invasione turca e sui suoi sostenitori, e sul rifiuto di qualsiasi accordo che rappresenti una minaccia per la sicurezza nazionale libica e sul lavoro per mobilitare tutto il popolo libico nel modellare i ruoli degli sforzi sotto la guida delle forze armate per affrontare questo pericolo, senza accettare alcun dialogo o una tregua prima che tutte le forze coloniali e mercenarie abbiano abbandonato il suolo libico.

11- Le tribù libiche sottolineano la necessità di presentare casi legali dinanzi ai tribunali internazionali contro i Paesi che hanno causato la distruzione dello Stato libico, in particolare i paesi del Qatar e Turchia.

12- Tutte le tribù e componenti libiche affermano la continuazione della decisione di bloccare i campi petroliferi, porti e raffinerie fino a quando i libici non saranno in grado di formare un governo nazionale in grado di preservare l’unica fonte di sostentamento per i libici.

13- Sottolineando la necessità di porre fine alle manomissioni esistenti con le istituzioni finanziarie dello stato, guidate dalla Banca centrale della Libia e dalla Foreign Investment Company, che costituiscono un grave spreco dei risparmi finanziari dello Stato a causa del controllo da parte delle milizie e la cattiva gestione di queste istituzioni.

14- Le tribù libiche chiedono la necessità di prendere misure urgenti contro i rappresentanti del cosiddetto consiglio presidenziale in tutte le ambasciate libiche all’estero, guidate dal rappresentante illegale del Consiglio presidenziale delle Nazioni Unite e chiedendo che venga processato per il suo coinvolgimento in l’affermazione delle Nazioni Unite di legalizzare l’ingresso di mercenari in Libia.

15- Le tribù e le componenti libiche hanno deciso oggi di annunciare la formazione del Consiglio degli sceicchi e dei notabili della Libia e di considerarlo il corpo legittimo e l’unico rappresentante di tutte le tribù libiche. Le tribù e le componenti sociali in tutte le città, i villaggi e le aree rurali libici sono considerate una valvola di sicurezza per stabilire le regole della pace sociale e sono i primi garanti di uno stato civile democratico stabile.

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