Sforzi algerini per una riconciliazione libica

Di Vanessa Tomassini.

Continuano le iniziative internazionali per cercare di trovare una soluzione alla crisi libica, fuori dalla Libia. Nel comunicato dell’Unione Africana, al termine dei lavori del summit di Brazzavile sulla crisi libica, si legge che l’organizzazione prende atto della proposta dell’Algeria di ospitare un vertice di riconciliazione nazionale che riunisca tutti gli attori coinvolti nella crisi del Paese vicino.

Il vertice ha analizzato la situazione di sicurezza nel Paese nordafricano, i punti affrontati alla conferenza di Berlino e le modalità con cui l’Unione Africana potrà aiutare i libici a raggiungere una soluzione pacifica alla crisi.

L’Algeria dopo aver ospitato il summit ministeriale dei Paesi vicini la scorsa settimana, sta raddopiando gli sforzi diplomatici per allontanare il conflitto dai propri confini ed evitare che la guerra civile si trasformi in un conflitto regionale più ampio. Dopo che la Tunisia ha preso le distanze dal Governo di Accordo Nazionale (GNA), Algeri sta portando avanti un’iniziativa di mediazione tra Ankara e i Paesi del Golfo che sostengono il feldmaresciallo Khalifa Haftar.

All’inizio di gennaio, con un accenno all’intervento turco, le autorità algerine hanno espresso la loro opposizione all’intervento militare straniero in Libia, affermando che avrebbe complicato la già tragica situazione. Il presidente turco Erdogan ha dichiarato durante una conferenza stampa con il presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, che l’Algeria è un elemento importante di stabilità e pace nella regione e di fronte agli sviluppi in Libia, che hanno un impatto diretto su questo paese vicino.

Erdogan ha affermato che è impossibile ottenere progressi nel risolvere la crisi libica con soluzioni militari, sottolineando più volte la necessità di raggiungere un cessate il fuoco duraturo e a tale sccopo ha inviato a Tripoli fregate cariche di mercenari, armi e mezzi blindati il 28 gennaio 2020.

L’iniziativa diplomatica dell’Algeria sotto l’ombrello dell’Unione Africana si concentra su due fronti, quello esterno e quello interno. Da un lato cerca di limitare le interferenze dei Paesi terzi, mentre sul versante interno, cerca di facilitare il dialogo tra gli attori libici per il raggiungimento di una riconciliazione nazionale.

In questo contesto, se i Paesi europei stanno valutando la possibilità di una missione di pace a guida ONU, l’Algeria preferisce una forza di interposizione africana a guida UA. Un’opzione che il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune discuterà con le controparti di Egitto, Turchia ed Emirati Arabi Uniti nelle sue prossime visite.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: