Il ministro degli Esteri libico risponde al Dipartimento di Stato USA

Di Ali Ahmed.

Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Morgan Ortagos, ha espresso nei giorni scorsi la preoccupazione degli Stati Uniti, circa la richiesta di sostegno militare inoltrata a 5 Paesi dal Governo di Accordo Nazionale (GNA), rappresentato dal premier Fayez al-Serraj. Ortagos ha inoltre evidenziato il rischio del coinvolgimento di risorse aeree straniere e mercenari a sostegno dell’Esercito Nazionale libico (LNA) che aveva lanciato un ultimatum di 3 giorni affinchè le milizie di Misurata restassero fuori dal conflitto a Tripoli. Secondo il portavoce USA l’intervento militare estraniero minaccerebbe le prospettive di risoluzione del conflitto in corso.

In una nota rilasciata sabato dal Ministero degli Esteri Libico, il ministro Mohammed Siala ha risposto alle dichiarazioni americane affermando che l’aggressione alla capitale Tripoli e ai siti dei gruppi armati affiliati al proprio Governo rappresenta la sola causa della crisi libica. “L’aggressione contro la capitale è il principale ostacolo alla pista politica, nonchè alla stabilità e alla ricostruzione, per raggiungere le aspirazioni del popolo libico di stabilire il proprio stato civile e democratico”. Ha affermato Siala.

Ortagos aveva chiamato tutte le parti ad astenersi dall’escalation di violenza, dichiarando la disponibilità del suo Paese a lavorare con le Nazioni Unite e tutte le parti ad avviare negoziati politici, sottolineando che il decimo forum di Dialogo economico tra gli Stati Uniti d’America e la Libia, che ha visto riuniti rappresentanti di Tripoli e Bengasi, in Tunisia, ha mostrato la possibilità di progressi costruttivi se concesso da attori esterni.

Il ministro degli Esteri libico, che ha dimostrato di voler trovare soluzioni ben lontane dagli ideali democratici preferendo quelle religiose secondo gli slogan dei Fratelli Musulmani, firmando accordi con il Governo turco, ha chiesto ai poteri regionali, guidati dagli Stati Uniti, di assumere “una posizione chiara ed esplicita su questa aggressione”, riconoscendo la legittimità del Governo di Tripoli come unico rappresentante del popolo libico. Secondo indiscrezioni trapelate sulla stampa internazionale, il Governo degli Stati Uniti riconosce il diritto del popolo libico di scegliere i propri rappresentanti, continua a riconoscere il governo di al-Serraj, ma non si schiera con nessuna delle parti in conflitto e dialoga con tutte le parti che potrebbero avere influenza nel tentativo di raggiungere un accordo.

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