Estremisti e violazioni nelle foto della cattura di un pilota a Zawiya, interviene Pashaga

Di Vanessa Tomassini.

Spuntano nuove evidenze circa la presenza di estremisti tra i componenti delle forze affiliate al Governo libico di Accordo Nazionale (GNA). Sabato i media locali hanno diffuso in maniera virale le immagini della cattura di un pilota alla guida di un MiG 23, un caccia intercettatore dell’aviazione dell’esercito libico (LNA), abbattuto da alcuni miliziani mentre sorvolava la città costiera di Zawiya, a circa 50 km ad ovest di Tripoli.

Negli scatti, diffusi dagli stessi gruppi armati di Zawiya, si vede colui che ad aprile è stato presentato a Speciale Libia e ad un ristretto gruppo di giornalisti italiani come il comandante e direttore dell’istituto di reclusione di Zawiya, Mohammed al-Barhoni, farsi riprendere mentre tiene per un orecchio l’ufficiale sulla cinquantina senza pantaloni, immortalando una palese violazione dei diritti del prigioniero di guerra, sanciti dalla Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949, a cui la Libia aderisce dal 22 novembre 1956. Ma non è tutto. Come ci era già stato segnalato lo scorso aprile, in Libia, il comandante Mohammed al-Barhoni, a capo della prima forza di supporto di Zawiya, è ricercato dal procuratore generale di Tripoli, per affiliazione allo Stato Islamico (ISIS) dall’ottobre 2017, nell’ambito delle indagini relative al caso 131/2017 riguardante il supporto all’organizzazione terroristica internazionale da parte di gruppi locali.

Al-Bahroni, noto anche come al-Far, non è l’unico estremista incontrato da Speciale Libia a comparire oggi nelle foto a fianco del pilota dell’LNA umiliato dai membri della forza di sicurezza di Zawiya. A fianco a lui compare infatti anche Firas al-Wahshi, accusato di diversi crimini a Zawiya e a Tripoli, già iscritto negli elenchi dei personaggi pericolosi della regione, ben noti ai funzionari del Ministero dell’Interno libico che collaborano tra l’altro con INTERPOL. Al-Wahshi, è sospettato anche lui di fare parte dell’organizzazione terroristica Daesh mentre fonti locali confermano il suo coinvolgimento negli attacchi a Warshefana e Zintan, ed oggi a fianco delle forze della Tripoli Protection Force ad Ain Zara ed Azizia, dopo un primo periodo passato nella strada dell’areoporto, Tariq al-Matar.

Ancora una volta il Ministero dell’Interno si trova quindi in imbarazzo di fronte alle evidenze messe in rete dai suoi stessi gruppi armati, rilasciando immediatamente una circolare in cui invita il direttore della Sicurezza di Zawiya a esaminare “la riconfigurazione della prima forza di supporto e la nomina di ufficiali competenti per assumere il compito di dirigere la divisione in coordinamento con il Ministero”. Pashaga ha anche ricordato ai propri elementi il rispetto delle normative nazionali ed internazionali del diritto umanitario ed in particolare dei prigionieri di guerra, invitando i propri elementi ad attivare le procedure legali previste.

L’episodio ha anche fatto emergere le differenze e la frammentarietà del tessuto sociale libico per via del conflitto. Le immagini della cattura del pilota dell’LNA infatti sono state accostate sui social network ai fotogrammi di due fatti precedenti. L’ufficiale catturato viene avvicinato alla foto di due fratellini che sarebbero rimasti uccisi da un raid dell’LNA sebbene le responsabilità non siano certe, e in altri casi, al momento della cattura da parte dell’LNA del pilota mercenario americano che in un primo momento si era dichiarato portoghese. Nel primo caso, gli oppositori del feldmaresciallo Khalifa Haftar giustificano il comportamento dei gruppi armati di Zawiya con il bombardamento di civili da parte dell’ufficiale alla guida del MiG23, mentre nel secondo, i sostenitori dell’LNA mettono in evidenza le differenze sul trattamento dei prigioni da parte dell’esercito.

Prigione di Zawiya, Speciale Libia.

La scorsa settimana sono state segnalate dimostrazioni e proteste da Sabrata a Sormon proprio per chiedere il rilascio di giovani del posto, schieratisi spesso volontariamente con le truppe del generale Haftar e ancora oggi prigionieri a Zawiya. A tal proposito Speciale Libia ha deciso di pubblicare a breve l’audio integrale di una conversazione con gli ufficiali di Zawiya registrata all’interno del centro di detenzione lo scorso aprile.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: