Francia revoca consegna di 6 navi alla Libia

Di Ali Ahmed.

La Francia revoca la consegna di sei imbarcazioni alla Guardia Costiera libica perchè “la situazione nel Paese non lo permette”. I mezzi, che sarebbero serviti a rafforzare il controllo delle coste da parte del Governo libico di Accordo Nazionale, erano stati promessi in dono dalla ministra della Difesa, Florence Parly, nel febbraio scorso. Si tratta di 6 gommoni semirigidi Sillinger, lunghi 12 metri. “Se il trasferimento è stato un momento considerato a favore della Libia, alla fine il ministro ha deciso di non consegnare le barche a questo Stato”, ha scritto il 26 novembre il ministero delle Forze armate in un documento inviato alla Corte d’Appello di Parigi, chiamato in causa da otto organizzazioni non governative (ong) che hanno chiesto la cancellazione della consegna.

Le motivazioni che hanno portato allla decisione sono molteplici. Dal punto di vista politico il GNA di Fayez al-Serraj non ha mai goduto dei numeri necessari per governare e sebbene nato come Governo di unità nazionale e quindi per raggiungere una riconciliazione tra le parti, si trova oggi ad essere parte attiva del conflitto contro l’esercito libico guidato dal feldmaresciallo Khalifa Haftar. Sotto l’aspetto umanitario invece, le ONG compresa Medici Senza Frontiere hanno sollevato la questione del trattamento dei migranti in Libia.

“Accogliamo con favore l’abbandono di questa iniziativa che avrebbe reso la Francia complice ufficiale dei crimini commessi su migranti e rifugiati in Libia”, affermano in una nota congiunta le 8 ONG che chiedono all’Eliseo condizioni rigorose su qualsiasi cooperazione bilaterale ed europea con la Libia, affinché i diritti e la sicurezza di migranti e rifugiati vengano garantiti e rispettati. La decisione francese ha risvegliato dubbi anche in Italia, proprio quando un rapporto riservato, depositato a luglio presso il Consiglio Ue e firmato dai vertici militari della missione Sophia rivela dettagli sul modello commerciale dei contrabbandieri, che per essere interrotto sarebbe dovuto essere contrastato all’interno delle acque territoriali libiche e a terra, ma non è stato possibile.

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