Caos Tripoli. Ministro dell’Economia: “mi hanno minacciato di morte”

Di Vanessa Tomassini.

Non è la prima volta che un membro del Consiglio presidenziale del Governo di Accordo Nazionale, sostenuto dalle Nazioni Unite, riveli il caos e il clima di terrore in cui versa la capitale, Tripoli. Questa volta nel mirino delle milizie e dei gruppi criminali pagati dallo stesso Governo è entrato il ministro dell’Economia, Faraj Boumtari.

Il ministro ha rivelato che, mentre si trovava nel suo ufficio, è stato attaccato da una persona di nome Taher Erwa, meglio noto come capo dell’intelligence di Tripoli. In una missiva indirizzata al procuratore generale e al ministero degli Interni, il ministro spiega di essere stato assalito perchè l’uomo sosteneva che il Ministero dell’Economia e delle Finanze non stesse pagando il suo salario.

Sebbene tutto questo possa sembrare tragicamente comico, non è finita qui. Il ministro Boumtari ha infatti affermato che l’uomo, non contento, sarebbe tornato nel suo ufficio con Mohamed Abu Daraa, braccio destro di Mustafa Qaddour, capo della milizia Nawasi, addetta a garantire sicurezza in alcune aree del centro della capitale. Abu Daara avrebbe minacciato il ministro dell’Economia e delle Finanze di morte, lasciando tra le sue mani un proiettile come gesto intimidatorio.

La stessa milizia Nawasi avrebbe preso con la forza alcune motovedette della Guardia Costiera di Tripoli, per usarle in battaglia contro il Libyan National Army. E’ interessante notare, inoltre, che il rapporto degli esperti delle Nazioni Unite, pubblicato nel 2018, affermava che il battaglione Nawasi ha costretto la direzione dell’Autorità per gli investimenti libica ad assumere uno dei suoi uomini come dipendente, minacciando di morte i manager dell’Autorità in caso di rifiuto.

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