In vista della conferenza sulla Libia, il campo di battaglia si infiamma

Di Vanessa Tomassini.

Non è chiaro se l’annuncio della conferenza internazionale sulla Libia, funga da spinta tra le fazioni belligeranti per arrivare come il più forte sul terreno, o se la conferenza internazionale attenda che una delle due fazioni abbia la meglio sull’altra per essere indetta. Fatto sta che dopo l’annuncio di una riunione ministeriale a New York per la settimana entrante, sabato il Libyan National Army (LNA) ha annunciato una nuova operazione su vasta scala a Tripoli e gli scontri si sono fatti più feroci nelle scorse ore.

Domenica fronti più accesi sono stati Sbeaa ed Azizia, dove l’esercito orientale sotto il comando del feldmaresciallo Khalifa Haftar sembra essere riuscito ad imporsi nell’area di Bir Alaq. Le forze del Governo di Accordo Nazionale (GNA), dopo aver subito pesanti raid aerei, sembrano essere riuscite a riprendere il controllo del campo di Yarmouk e a mantenere le aree di Ain Zara e Khallet al Furjan.

Il comando della guida morale dell’esercito libico, Khaled al-Mahjoub, ha affermato che gli scontri hanno portato all’uccisione di diversi leader delle milizie e comandanti dei gruppi armati di Tripoli. Entrambe le parti riportano dell’uccisione di mercenari tra le file degli avversari. Media vicini ai Fratelli Musulmani sostengono di aver ucciso due cittadini bielorussi, mentre il portavoce del Libyan National Army riporta l’uccissione di uomini turchi tra le milizie della capitale, descritti come appartenenti alle Forze Speciali di Ankara.

Al-Mahjoub afferma che l’LNA ha raggiunto uno stadio importante del conflitto contro il GNA, mentre al-Mismari sostiene che il Governo sostenuto dalle Nazioni Unite è vicino al collasso, considerata la superiorità delle forze armate su diversi assi. Il comandante Salim Ismail, che coordina le operazioni al fronte di Khalat, per i gruppi armati dell’operazione Vulcano di Rabbia, lanciata dal premier Fayez al-Serraj lo scorso aprile, parla di respingimento dell’offensiva nei pressi dell’areoporto e di mantenimento delle proprie posizioni. Ismail sostiene che gli uomini di Haftar non sarebbero riusciti a sfondare, spostandosi di conseguenza da Gharian a Garabulli. Qui l’Amministrazione Generale del Supporto Centrale del Ministero dell’Interno di Tripoli ha dato ordine alla filiale di Tajoura di condurre pattugliamenti e creare posti di blocco agli ingressi e alle uscite dei confini amministrativi dei comuni di Tajoura e Garabulli.

Mentre è certo l’intensificarsi degli scontri, la propaganda messa in atto dalle due fazioni, e la polarizzazione dell’informazione resa dagli osservatori esterni, rende difficile comprendere la veridicità delle informazioni circolate sui media, che ci limitiamo a riportare fedelmente. Guardando la situazione nel complesso sembra che l’LNA mantenga la sua strategia: cercare di portare i gruppi armati fuori dalla capitale. Dopo aver lanciato un attacco al campo di Yarmouk, le forze di al-Wefaq si sono concentrate nell’area, permettendo agli uomini di Haftar di avanzare verso Sbeaa ed Azizia. Nello stesso tempo raid aerei a Sadada, a sud ovest di Misurata e a sud di Sirte, lasciano intravedere un lavoro di intelligence mirato atto a indebolire gli avversari.

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