Zawia, forza maggiore sui carichi dopo la chiusura del gasdotto Sharara

Di Ali Ahmed.

La National Oil Corporation (NOC) ha annunciato il ripristino dello status di forza maggiore sui carichi di greggio nel porto di Zawia a partire dal 30 luglio. La decisione è stata motivata dalla compagnia di stato libica con la nuova chiusura illegale di una valvola che ha interrotto l’approvvigionamento di greggio dal giacimento petrolifero di Sharara al porto costiero. Sharara, il più grande giacimento petrolifero di produzione della Libia, è stato più volte preso di mira dalla comunità locale della Libia meridionale, come unico modo per far sentire la propria voce dai decisori e dai connazionali residenti lungo la costa. Secondo NOC, questa è la seconda chiusura illegale della valvola e la violazione della sicurezza della conduttura da parte di autori non identificati negli ultimi dieci giorni, ha spiegato. NOC ha dichiarato di aver informato i partner commerciali della situazione di questo giacimento petrolifero, aggiungendo che lo staff della Akakus Oil Operations, aveva tentato di riaprire la valvola ma gli era stato impedito da un gruppo armato locale, mentre negoziati sarebbero ancora in corso. Il presidente della NOC, Mustafa Sanalla, ha spiegato che “quest’ultimo incidente serve solo a evidenziare la fragilità del nostro ambiente di sicurezza e il totale disprezzo per l’impatto di tali atti sulla vita dei libici di tutti i giorni. La perdita di produzione nel più grande giacimento petrolifero della Libia interrompe gravemente la fornitura di energia elettrica alla rete e il continuo funzionamento dei servizi di base. Questo è molto sentito dalle comunità del sud. Gli autori di questo incidente devono essere assicurati alla giustizia e deve essere rispettato lo stato di diritto. È necessario garantire un bilancio operativo adeguato per rafforzare le procedure di sicurezza industriale al fine di prevenire ulteriori incidenti di questo tipo”. NOC ha anche riferito nella nota che Akakus ha informato la General Electric Company (GECOL) della successiva interruzione della fornitura di petrolio greggio della centrale di Ubari, per cui sono in preparazione accordi alternativi per garantire il proseguimento delle operazioni presso la centrale elettrica.

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