Ultimi sviluppi dei feroci combattimenti alla periferia di Tripoli

Di Vanessa Tomassini.

Proseguono i combattimenti alla periferia di Tripoli tra il Libyan National Army guidato dal maresciallo Khalifa Haftar e le forze allineate al Governo di Accordo Nazionale di Fayez al-Serraj. Dopo che sabato sera l’aviazione orientale è riuscita a distruggere magazzini e depositi di armi delle milizie ed il campo 7 aprile a Sawani, l’areounatica di Misurata ha dichiarato di aver compiuto dieci raid aerei sui mezzi corazzati di Haftar ferendo diversi civili nei pressi di Tariq al Matar. A tal proposito le agenzie delle Nazioni Unite operanti in Libia hanno invitato entrambe le parti a rispettare il diritto internazionale che disciplina il conflitto, evitando l’uso indiscriminato della forza, come bombardamenti aerei o razzi nelle aree civili. Mentre Serraj continua ad accusare l’LNA di crimini di guerra, sui social network compaiono le foto delle abitazioni distrutte dagli arei misuratini a Qasr Bin Gashir e Tarhouna. I civili riportano inoltre numerose violazioni da parte delle milizie pro-Serraj. Una cittadina filippina residente a Tripoli ha denunciato tentativi di stupro e rapimento da parte di membri dei gruppi armati allineati al Ministero dell’Interno libico, mentre risultano sempre più frequenti sparizioni forzate ed arresti sulla base dell’orientamento politico. “Le milizie che controllano Tripoli stanno controllando i cellulari e se trovano foto o video che supportano il Libyan National Army ci arrestano o ci uccidono”. Ha dichiarato una giovane donna sui social Network, confermando le numerose segnalazioni ricevute dalle agenzie delle Nazioni Unite. Sebbene l’LNA stia tentando di allontanare il conflitto dalle zone a densa popolazione, le milizie non abituate a combattere in ampi spazi aperti, sfruttano i quartieri abitati a loro vantaggio. Il conflitto armato continua ad avere un impatto devastante anche sulle strutture sanitarie, l’ospedale di Sbea è stato colpito dai bombardamenti domenica, costringendo il personale medico e paramedico ad evacuare i pazienti e ad interrompere tutti i servizi sanitari. Gli scontri sono proseguiti intorno ad Aziziya, Sbea, Sug il Sibt e Yarmouk e si sono fatti più intensi ad Abu Selim, Khallat Al-Furjan ed Ain Zara. In quest’ultimo sobborgo a poche decine di km dalla capitale, diversi residenti hanno confermato di essere terrorizzati dalla presenza di noti terroristi ed hanno preferito abbandonare le proprie abitazioni. Il numero degli sfollati intanto supera i 42mila, mentre sono 3.350 i rifugiati o migranti in centri di detenzione esposti a rischio diretto dal conflitto. Il portavoce dell’LNA ha confermato di voler combattere il terrorismo ed in particolare la sala operativa di al-Qaeda nei pressi della capitale libica, nonchè di aver attaccato sabato il centro delle milizie terroriste di Misurata a Ghout Al-Ruman, ad est di Tajura.

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