Esclusiva. Intervista a Taha Hadeed, portavoce della Sirte Security and Protection Force

Di Vanessa Tomassini.

In queste ore, riprendendo le parole dell’Inviato del Segretario Generale delle Nazioni Unite in Libia Ghassan Salamè, la Libia sembra essere arrivata ad un momento cruciale. A destare maggiore preoccupazione sono i movimenti dei gruppi armati nel distretto della Sirte, dopo che la coalizione guidata dal Maresciallo Khalifa Haftar si è rivolta verso al-Jufra, fermandosi pochi chilometri a sud della città che ha dato i natali al colonnello Muammar Gheddafi. Per capire meglio cosa sta succedendo abbiamo incontrato Taha Hadeed, portavoce della Sirte Security and Protection Force.

-Grazie per aver accettato quest’invito. Mi aiuta a spiegare che cos’è la Sirte Protection Force?

“La Sirte Protection Force è una forza militare del gruppo Al Bunyan Al-Marsous, formata con la Decisione No. 18 del 2017 del Consiglio Presidenziale, come comandante supremo dell’Esercito libico. La Forza fa capo al Ministero della Difesa del Governo di Accordo Nazionale, sotto il comando del Brigadier Generale Na’as Abdullah Al-Na’as”.

-Com’è il vostro rapporto con Misurata?

“E’ un buon rapporto. C’è continuità con l’aviazione libica e l’areonautica dell’Air College di Misurata nelle pattuglie fuori Sirte, nei suoi sobborghi e valli. I membri della Forza provengono da diverse città della Libia”.

-Dove sono impegnate oggi le vostre forze? E’ vero che vi state dirigendo verso al-Jufra?

“Sirte Security and Protection Force continua la sua missione di proteggere la città e i suoi dintorni, oltre a prevenire qualsiasi attacco o intrusione a Sirte. Come forza di sicurezza di Sirte non siamo andati ad al-Jufra, ci sono solamente pattugliamenti di routine incaricati di proteggere l’area loro assegnata”.

-Quali sono le ragioni per cui avete rifiutato l’ingresso dell’esercito guidato dal maresciallo Khalifa Haftar?

“La città di Sirte ha sofferto molto l’abbandono della sua gente ed ora che la vita è tornata alla normalità all’interno della città e che tutte le istituzioni funzionano in modo naturale, godendo di sicurezza, non permetteremo l’ingresso di qualsiasi truppa e non faremo della città un luogo di guerre e conflitti”.

-Quali sono le vostre condizioni per procedere all’unificazione dell’esercito? Se il maresciallo Haftar sarà nominato dal presidente Serraj comandante supremo dell’Esercito libico accetterete questa decisione?

“Non spetta ad un portavoce rispondere a questa domanda. Lavoriamo sotto una gerarchia militare e la persona più indicata a farlo è il comandante, che è in coordinamento diretto con il Maggior Generale Mohamed El-Haddad, comandante della Regione Militare Centrale”.

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