Daesh è pronto a colpire ancora

Di Vanessa Tomassini.

Resta alto l’allarme terrorismo in Libia. Dopo l’attacco del 25 dicembre al Ministero degli Affari Esteri a Tripoli, il sedicente stato islamico (Daesh) si starebbe organizzando a colpire ancora. Nel mirino dei jihadisti potrebbe rientrare un’altra città del Fezzan. Dopo Al-Foqaha, Tazerbo e Targan questa volta potrebbe essere la volta di Sebha o Murzuq anche se due giorni fa sono stati registrati movimenti sospetti, secondo nostre fonti, sulla strada nel deserto verso Ghat ed Al-Awinat. In seguito alla liberazione degli ostaggi di Targan, Daesh ha diffuso un audio – che abbiamo scelto di non pubblicare – in cui minaccia vendetta e punta il dito proprio verso Sebha, Murzuq e di nuovo Targan. Le comunità locali stanno vivendo in stato di allerta e i civili sono pronti a respingere eventuali intrusioni. Nel frattempo, il Sabha Medical Center ha ricevuto oggi 4 corpi, probabilmente appartenenti all’organizzazione jihadista, non ancora identificati. Tra questi ci sarebbe anche quello del kamikaze che alcuni giorni fa si è fatto esplodere di fronte alla stazione di polizia nel comune di Sabha, nell’area di Ghadwa.

Le nostre fonti sono sicure che i corpi in questione appartengono ai combattenti islamici, perchè quelli dei militari e dei civili sono già stati recuperati dalle loro famiglie che hanno dato ai loro cari degna sepoltura. Sempre a Ghadwa, centro a circa 60 km da Sabha, tra lunedì e martedì ci sono stati scontri tra i civili e Daesh in seguito alla fuga di due dei 22 rapiti, 9 della tribù Zeidan e 13 della tribù Zouia, compreso il decano di Tazerbo. Il battaglione Khaled bin Walid e la Decima Brigata, entrambi sotto l’egida del generale Khalifa Haftar, sarebbero intervenuti a fianco dei civili. Durante le operazioni, in una fattoria dove in un container sono state rinvenute le persone rapite, è stata trovata una base operativa completamente attrezzata per la fabbricazione di esplosivi ed armi, con bombe e granate pronte per essere utilizzate. Essendo venuto a mancare il controllo dei confini meridionali, dal 2011, Daesh e gruppi armati stranieri sono stati liberi di organizzarsi nel Fezzan finanziando le proprie operazioni attraverso ogni tipo di traffico che dalla frontiera con Niger, Chad ed Algeria si ramifica fino a raggiungere la costa…e non solo.

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