Di Vanessa Tomassini.

L’attacco ai terminali della Mezzaluna petrolifera, iniziato giovedì, ha comportato la chiusura dei porti di Ras Lanuf e Sidra, per una perdita, secondo la compagnia petrolifera libica, National Oil Corporation (NOC), stimabile intorno agli 800 milioni di dollari al mese. Il gigante petrolifero libico ha confermato, poche ore fa, che il serbatoio n. 12 della Harouge Oil Company di Ras Lanuf è stato significativamente danneggiato a causa dell’incursione armata ai terminal portuali di Ras Lanuf e Sidra. La NOC  ha chiesto il ritiro incondizionato e immediato della milizia che opera sotto Ibrahim Jadhran per prevenire un disastro ambientale e un’ulteriore distruzione delle infrastrutture chiave.

“Ulteriori danni a questi siti potrebbero avere un enorme impatto sul settore petrolifero libico e sull’economia nazionale. NOC invita inoltre tutte le parti a non utilizzare il settore petrolifero, NOC e le relative strutture petrolifere in un gioco politico e a lasciarli fuori da ogni possibile conflitto. Ogni atto che mette in pericolo la vita e sparge il sangue libico dovrebbe essere condannato da tutti. Queste strutture appartengono al popolo libico e sono fondamentali per la futura prosperità del paese”.

16 giugno 2018, Tripoli – NOC

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La National Oil Corporation aveva annunciato forza maggiore sui carichi di petrolio greggio dai terminal portuali di Ras Lanuf e Sidra, a partire da giovedì. In un comunicato NOC ha confermato che una milizia armata, guidata da Ibrahim Jadhran ha attaccato entrambi i terminal, con la loro conseguente chiusura. La compagnia aveva evacuato tutti i dipendenti come misura precauzionale, mentre alcuni di essi, riportano di aver trovato le strade bloccate già la sera prima.

“La sicurezza dei nostri lavoratori sono la nostra massima priorità, tutti gli altri aspetti sono secondari, continuiamo a monitorare la situazione sul campo, lavoreremo con partner locali e governativi per ripristinare al più presto l’ordine e la piena capacità produttiva”.

Ha detto l’ingegnere Mustafa Sanalla, presidente della NOC, aggiungendo: “Individui o gruppi politici che tentano di catturare installazioni petrolifere libiche e NOC, bloccare la produzione o tentare di fare del NOC un elemento di contrattazione devono essere assicurati alla giustizia. Questi non sono atti patriottici, sono crimini di guerra e dovrebbero ricevere condanna totale da parte di tutti i libici e della comunità internazionale “.

E la risposta da parte della comunità internazionale non si è fatta attendere. L’ambasciatore d’Italia a Tripoli, Giuseppe Perrone, tramite un tweet sul suo account personale ha dichiarato che “l’attacco di ieri alla Mezzaluna petrolifera è un passo indesiderato e negativo, che aggrava il conflitto e mette in pericolo le risorse preziose appartenenti al popolo libico”. L’ambasciatore Perrone ha poi aggiunto: “Il ciclo di abusi e violenze nell’est della Libia approfondisce solamente una crisi che richiede invece dialogo e riconciliazione”.

Perrone

Ferma condanna anche da parte di Stati Uniti e Francia. In particolare il portavoce del ministro degli Esteri Francese ha dichiarato: “La Francia condanna con la massima fermezza l’offensiva condotta da elementi estremisti nella mezzaluna petrolifera contro gli impianti petroliferi di Sidra, la città di Ras Lanuf e le forze che la difendono. Le risorse petrolifere della Libia – ha aggiunto il portavoce – appartengono al popolo libico. Devono rimanere sotto il controllo della National Oil Corporation e il loro sfruttamento deve beneficiare tutti i libici. La Francia è determinata a vedere una soluzione politica sostenibile in Libia attraverso lo svolgimento di elezioni nazionali, presidenziali e legislative. Un calendario è stato concordato per queste elezioni alla Conferenza di Parigi del 29 maggio, alla presenza dell’UNSRSG e della comunità internazionale. Come affermato nella dichiarazione politica, chiunque ostacoli questo processo sarà ritenuto responsabile”.

 

 

 

 

 

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