Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha emesso giovedì delle sanzioni verso quattro libici e due cittadini eritrei per i crimini di traffico di esseri umani, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, furto e traffico di petrolio.

La decisione del Consiglio di Sicurezza prevede il congelamento degli assetti finanziari, dei conti bancari ed il divieto di viaggio per Ermias Ghermay e Fitiwi Abdelrazak, eritrei attualmente  di stanza tra Tripoli e Sabrata, e per i libici Ahmad Omar al-Dabbashi, Musab Abu Qarin, Mohamed Kashlaf e Abdul Rahman al-Milad.

Al-Dabbashi, detto “lo zio” o “al-Ammu”, era  balzato già da tempo agli onori della cronaca perchè considerato il principale gestore dei viaggi nel Mediterraneo ed insieme con i i suoi fratelli si erano contesi con la 48ma brigata il terminal petrolifero di Mellitah, mentre Abdul Rahaman al-Milad sarebbe a capo di una unità della guardia costiera.

Secondo un’inchiesta della stampa internazionale, il clan Dabbashi avrebbe ricevuto 5 milioni di dollari dal Governo italiano per interrompere i flussi migratori, informazioni da sempre negate dalla Farnesina ma di cui anche l’Europa aveva chiesto spiegazioni.

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Ahmed Omar al-Dabbashi e i suoi fratelli

 

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