Capo partito libanese: “detenzione di Hannibal Gheddafi è illegale”

Wiam Wahhab, ex consigliere politico del principe libanese Talal Arslan e ministro dell’ambiente nel governo di Omar Karami, oggi a capo del partito arabo Tawhid ha definito la reclusione in Beirut del quartogenito figlio del rais, Hannibal Gheddafi, come giuridicamente ingiusta. Wahhab attraverso un tweet sul suo profilo ufficiale si interroga sul perchè la magistratura libanese non abbia ancora rilasciato il capitano Hannibal. Lo scorso 21 marzo Hannibal è stato condannato dal tribunale di Beirut presieduto dai giudici Rola al-Husseini, Almsthatan C. Huah e Grace Taya, ad un anno e tre mesi di reclusione, oltre ad una multa di due milioni di lire libanesi. La sentenza segue quella della corte penale libanese che aveva stabilito il rilascio di Hannibal, questa volta condannato per “oltraggio alla magistratura” secondo gli articoli 383 e 386 del codice penale del luogo.

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Hannibal insieme a sua moglie, la modella libanese Aline Skaf, ha trovato asilo politico in Siria dopo la caduta del regime. L’11 dicembre 2015 elementi armati appartenenti all’ex deputato libanese Hassan Jacob hanno teso un’imboscata al figlio del rais: rapito e portato in Libano, è stato torturato e seviziato. Le forze di sicurezza libanesi lo hanno dapprima liberato dai rapitori, per poi arrestarlo e presentarlo al giudice che stava indagando sul caso della scomparsa dell’Imam Musa al-Sadr, il quale scomparve in Libia nel 1978 insieme a due sue compagni, Sheikh Mohamed Jacob e il giornalista Abbas Badr al-Din. Per il rapimento la corte libanese ha incolpato il 21 agosto 2008 Muhammar Gheddafi. Inizialmente le autorità hanno trattenuto Hannibal perché considerato come persona informata dei fatti anche se all’epoca del rapimento aveva solamente 2 anni.

L’11 gennaio 2015, ad un mese dall’imboscata, la stazione di al-Jadid ha trasmesso un video che mostra Hannibal Gheddafi con effetti di percosse e torture, tra cui lividi sul viso, ematomi sugli occhi e sul corpo. I suoi legali hanno stabilito che Hannibal è stato sottoposto al peggior tipo di violenze, contravvenendo a ogni normativa internazionale e a tutti i regolamenti sui diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino.

In un intervista esclusiva con Notizie Geopolitiche, la moglie Aline Skaf aveva lanciato un appello:

Chiedo soltanto di poter far visita al mio Paese, a mia madre. I bambini soffrono senza una famiglia, vogliono vedere il loro padre, vogliono sentirsi come tutti i loro amici e condurre una vita normale. Facciamo appello alle organizzazioni umanitarie di fare visita ad Hannibal e di prendere immediate e necessarie misure per il suo incondizionato rilascio.

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