Governo Bashagha, Primo Consiglio dei Ministri a Sabha: blocco petrolifero, sicurezza e budget 2022. Entrare a Tripoli non è più priorità urgente

Il vice primo ministro nel Governo libico designato della Camera dei Rappresentanti (HoR), Khaled Al-Usta, ha affermato che il premier Fathi Bashagha ha iniziato a stabilire i contatti necessari per affrontare la questione della chiusura della produzione ed esportazioni di petrolio, osservando che il governo parallelo ha discusso misure urgenti di sicurezza e militari per proteggere i confini, combattere il terrorismo, e le misure necessarie per sostenere la sicurezza a Tripoli.

La dichiarazione è arrivata a conclusione della prima riunione del Consiglio dei Ministri oggi, giovedì, nella città di Sabha, presieduta dal capo del governo Fathi Bashagha e i suoi ministri. Secondo quanto riferito da Al-Usta, l’incontro ha esaminato una serie di fascicoli, compresi il programma di governo, il progetto di bilancio da deferire alla Camera per l’approvazione legislativa, in aggiunta alla questione della gestione delle entrate petrolifere.

Il primo ministro Fathi Bashagha ha sottolineato, durante l’incontro, che nel discutere il budget 2022 l’esecutivo ha tenuto conto della razionalizzazione della spesa, dell’impegno per gli standard di divulgazione e trasparenza in merito alle voci di bilancio, della volontà di fare riferimento alla scala salariale unificata per ottenere la giustizia sociale e si è concentrato sul settore dei servizi che incidono direttamente sulla vita dei cittadini, garantendo un’equa distribuzione della ricchezza e sostegno alle municipalità che devono essere liberate dalla burocrazia e dall’accentramento amministrativo. Durante la riunione, Bashagha, ha affermato che l’esecutivo sta lavorando per approvare il bilancio 2022 ed esso sarà completato entro una settimana o dieci giorni al massimo, così da poter iniziare a lavorare sui suoi progetti.

Sulla questione delle rendite petrolifere, il governo designato dalla Camera in sostituzione dell’esecutivo di Unità Nazionale ancora in carica, ha affermato che il fascicolo fa affrontato in tutti i suoi aspetti, legali e finanziari, nel garantire giustizia nella distribuzione della ricchezza a tutti i libici e di destinare parte delle rendite petrolifere allo sviluppo del territorio nelle varie regioni libiche, in particolare nelle aree di produzione ed esportazione delle risorse petrolifere. Si è impegnato ad impedire lo sfruttamento politico di tali proventi, ed evitando di riflesso un turbamento della situazione di sicurezza e militare del Paese. La dichiarazione letta dal vice-primo ministro ha ribadito inoltre la necessità di proteggere le ricchezze dei libici dal ciclo di polarizzazione e sfruttamento politico, indicando che Bashagha ha già avviato le comunicazioni necessarie per affrontare il blocco del petrolio. Il premier parlando al Consiglio dei ministri ha indicato che coloro che hanno chiuso il petrolio vedono che i loro soldi sono stati sprecati dal governo, annunciando una visita nella giornata di sabato alle regioni petrolifere per affrontare la questione. Bashagha ha evidenziato la necessità di fornire sicurezza alla regione meridionale, culla dei doni della Libia, compresa l’energia solare. Il sud – ha sottolineato Bashagha – è vicino all’Africa con lunghi confini che richiedono attenzione, sicurezza alimentare, in aggiunta a servizi e accordi per il commercio di transito.

Il comunicato afferma che il governo ha discusso inoltre le modalità per aumentare la capacità di produzione di petrolio e gas attraverso il necessario supporto finanziario alla National Oil Corporation (NOC) per sviluppare le infrastrutture del settore. Il Consiglio dei ministri nella mattinata odierna ha riesaminato le misure urgenti di sicurezza e militari per proteggere le frontiere, combattere le organizzazioni terroristiche e le reti criminali attive nel contrabbando, tratta e immigrazione clandestina. Il Consiglio ha affrontato le procedure e le misure necessarie per garantire la sostenibilità della sicurezza nella capitale, Tripoli, proteggendola da qualsiasi minaccia che influisca sulla sicurezza dei civili e del quartier generale dello stato, garantendo stabilità e calma.

Il governo designato dalla Camera dei Rappresentanti ha anche espresso la propria determinazione a porre fine alle manifestazioni di divisione e caos unificando tutte le istituzioni ufficiali dello Stato civili, militari e di sicurezza, spingendo per una riconciliazione nazionale globale, e garantendo il diritto di cittadinanza a tutti i libici sulla base dei principi di giustizia e uguaglianza e rifiutando il discorso dell’odio e della violenza. Si è detto pronto a cooperare con il Consiglio di Presidenza affinché le imminenti elezioni presidenziali e parlamentari si tengano quanto prima su basi costituzionali condivise.

Il governo ha descritto questo diritto come di “estrema importanza nazionale” perché garantisce al popolo libico il diritto di incarnare la propria volontà scegliendo chi lo rappresenta con mezzi democratici in piena libertà, senza pregiudizi o tutela. I ministri hanno infine espresso la loro aspirazione a stabilire relazioni distinte con i paesi vicini, in particolare tutti i paesi amici e le Nazioni Unite, sulla base del rispetto reciproco e di una cooperazione positiva nel realizzare gli interessi comuni, preservando l’indipendenza dello Stato libico e la sovranità del suo territorio.

In una conferenza stampa a margine dell’incontro a Sabha, il portavoce del Governo Bashagha, Othman Abdul-Jalil, ha affermato che l’ingresso a Tripoli in questo momento non è un obiettivo urgente, sottolineando che l’esecutivo sta evitando conflitti e sta lavorando per un ingresso sicuro e pacifico nella capitale. Ha aggiunto che il governo non si concentra sulla sede di lavoro, ma su suoi programmi e incontri che possono avvenire in qualsiasi città libica come Sirte, Gharyan o altre. Ha inoltre descritto la promozione di elezioni parlamentari da parte del governo di unità nazionale guidato da Abdel Hamid al-Dabaiba come una vendita di illusioni, evidenziando che il vero obiettivo è soddisfare i desideri di 2,8 milioni di libici che vogliono elezioni, ma secondo un programma e un calendario chiaro.

Scenario politico

In Libia, la crescente polarizzazione tra gli attori politici e le controversie su aspetti chiave del processo elettorale hanno portato al rinvio delle elezioni del 24 dicembre 2021, nonostante lo stato avanzato dei preparativi tecnici da parte dell’Alta Commissione Elettorale Nazionale (HNEC). Il 17 e 18 gennaio il Presidente dell’HoR, Aguila Saleh, ha convocato il Parlamento e ha annunciato che la nuova tabella di marcia definirà il calendario e il processo per lo svolgimento delle elezioni, in coordinamento con le istituzioni competenti. Il 10 febbraio 2022, l’HoR ha nominato all’unanimità Fathi Bashagha primo ministro designato per sostituire l’attuale Abdel Hamid Al-Dabaiba ancora in carica. Il rapido annuncio da parte dell’esercito di Khalifa Haftar del suo sostegno a Bashagha conferma che il voto dell’HoR a Bashagha è stato in realtà un’incoronazione di un accordo fatto dietro le quinte “per il bene dell’unità della Libia”. Bashagha ha prestato giuramento dopo che il suo governo è emerso da un voto di fiducia con il sostegno di 92 legislatori su un totale di 166 il 1° marzo.

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