Covid-19, due nuovi casi confermati in Libia

Di Vanessa Tomassini.

Il National Centre for Disease Control (NCDC) ha annunciato martedì sera due nuovi casi di Coronavirus (Covid-19) in Libia. Sono dieci i contagi confermati ad oggi dalle autorità libiche dopo il primo caso registrato il 24 marzo 2020. Secondo fonti locali il primo paziente affetto dal virus, un uomo ultrasettantenne rientrato in Libia dal pellegrinaggio in Saudi Arabia, sarebbe stato dimesso dall’ospedale in cui era stato ricoverato e si troverebbe ora in isolamento a casa sua.

Come scrive oggi il quotidiano digitale “Libya Herald“, molti dubbi sono stati espressi su questo primo caso, con voci sempre più insistenti che affermano che l’uomo in questione non avrebbe mai contratto il virus. Va detto che l’ospedale Al-Hadba Al-Khadra in cui sono stati condotti gli accertamenti aveva negato la presenza del contagio, smentendo di fatto il Ministero della Salute del Governo di Accordo Nazionale (GNA). E’ la prima volta che durante la pandemia mondiale, medici e civili mettono in discussione i numeri delle autorità.

Ciò è dovuto alla situazione di conflitto e alla mancanza di credibilità del Governo con base a Tripoli, che non ha mai ottenuto la fiducia del Parlamento, nè tantomento dei propri cittadini. Il Consiglio presidenziale ha stanziato nei giorni scorsi 75 milioni di dinari (LYD) per la gestione dell’emergenza Coronavirus, destinati alle municipalità. Fondi, che i cittadini temono andranno perduti, considerato l’alto livello di corruzione delle autorità a livello centrale, ma anche locale.

Intanto proseguono le campagne di sensibilizzazione sui rischi dell’epidemia condotte dall’Emergency Committee to Combat Corona, mentre le autorità nell’Est del Paese ed il Libyan National Army (LNA) del feldmaresciallo Khalifa Haftar hanno annunciato la creazione di 4 ospedali da campo, a Zintan, Sirte, Sabha ed Agedabia, per ricevere eventuali malati.

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