Di Vanessa Tomassini.

Il presidente del Consiglio del Governo di Accordo Nazionale, Fayez al-Sarraj, ha tenuto mercoledì a Tunisi una riunione con gli ambasciatori e i rappresentanti di Stati Uniti, Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Russia, Cina, l’inviato delle Nazioni Unite ed un rappresentante dell’Unione europea. Durante l’incontro, Serraj ha presentato i requisiti per risolvere la crisi libica e il ruolo chiave di questi grandi paesi nel raggiungere la stabilità,  essenziale per l’armonia e la pace della regione e del mondo intero.

“Più facciamo un passo verso la riconciliazione, più faremo dei passi indietro”, ha detto il presidente del Consiglio, riferendosi agli sforzi compiuti per ottenere la riconciliazione. Ha accusato alcuni attori esterni, presenti anche alla conferenza di Parigi, lo scorso 29 maggio, di adottare un comportamento ostile nei suoi confronti, aumentando le discrepanze tra i vari partiti interni. Serraj ha anche rivelato gravi violazioni anche nella disputa dei porti petroliferi, riferendosi chiaramente ad alcuni paesi stranieri che avrebbero incoraggiato l’attività della parallela National Oil Corporation (NOC) di Bengasi. Alcuni giorni fa, anche la stampa internazionale ha sostenuto che gli Emirati Arabi Uniti fossero già pronti a fare affari con la NOC orientale, di base a Bengasi.

Serraj ha scaricato la colpa dei suoi insuccessi, di fatto, sull’eterogeneità degli interventi esterni che hanno visto ogni potenza supportare questa o quella fazione, anche con la fornitura di armi, nonostante l’embargo previsto dalle risoluzioni delle Nazioni Unite. Serraj ha spiegato che “gli interventi negativi dei paesi regionali e internazionali prolunga la durata della situazione attuale”, ribadendo che “è necessaria una posizione internazionale unita per bloccare lo scenario delle divisioni”. Il presidente del Governo di Accordo Nazionale ha detto che “la pazienza sta finendo verso l’immobilismo della comunità internazionale, che ha perso gran parte della sua credibilità sulla strada libica, scegliendo di seguire deliberatamente la politica di due pesi e due misure”.

Serraj ha concluso ribadendo la necessità di tenere elezioni parlamentari e presidenziali simultaneamente nel più breve tempo possibile, sottolineando che è necessario fare pressione sulla Camera dei Rappresentanti affinchè emetta quanto prima la legge elettorale, in quanto indispensabile per procedere verso il momento elettorale.

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