2800 le persone sfollate a Tripoli, instancabili i volontari della Libyan Red Crescent

Di Vanessa Tomassini.

Tripoli, 8 aprile 2019 – Venti volontari per turno, per un totale di centocinquanta giovani  in gilet rossi percorrono instancabili la strada che distanzia la capitale dalle aree degli scontri. Non si ferma mai il lavoro dei volontari della Mezzaluna Rossa Libica, impegnati a portare sollievo ad oltre 2800 sfollati, secondo quanto constatato dalla coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite, Maria Ribeiro, che ha sottolineato come gli scontri, tra l’esercito orientale del maresciallo Khalifa Haftar e le forze allineate al Governo di Accordo Nazionale, abbiano impedito alle vittime e ai civili di raggiungere i servizi di emergenza, oltre a danneggiare drasticamente le linee elettriche.

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Con i volontari della Libyan Red Crescent Tripoli Branch

“I civili  continuano a contattare i nostri numeri di emergenza, ma molte aree non sono accessibili per via del conflitto in corso”. A parlare è il  Dottor Yosef Mohammed Ben Yosef, direttore della Libyan Red Crescent di Tripoli. “Gli scontri vanno avanti incessantemente a Wadi Rabi, Khallet al-Furjan, Ain Zara, Qasr Bin Ghashir, Suhani e Azizia. Lavoriamo 24 h su 24 per cercare di alleviare le sofferenze dei civili, malgrado i mezzi non siano abbastanza. I 150 volontari si alternano in gruppi da 20 persone per turno, percorrendo instancabilmente oltre 25 km a bordo delle nostre ambulanze per raggiungere le aree di crisi a Sud di Tripoli. Ad Azizia, oggi colpita da un raid aereo, è presente un altro branch della Mezzaluna Rossa, così come ad al-Zawia, con le quali ci coordianiamo in modo costante per rispondere ad ogni richiesta di aiuto”. Ci ha spiegato il Dr Ben Yosef, impegnato con i suoi ragazzi nel preparare i mezzi di soccorso nel centro di Tripoli. Le loro attività non si limitano al soccorso dei civili, medici e paramedici forniscono le prime cure ai feriti negli ospedali da campo allestiti in zone considerate sicure, prima di trasferirli nei centri ospedalieri attrezzati. Garantiscono assistenza ai minori, nonchè cibo e beni di prima necessità alle famiglie in fuga. Dopo l’impiego dell’aviazione, la situazione umanitaria è notevolmente peggiorata. Le Nazioni Unite e la comunità internazionale continuano a chiedere un cessate il fuoco a tutte le parti coinvolte affinchè i volontari e i mezzi di emergenza possano raggiungere le famiglie in difficoltà e condurre i civili fuori dalle aree di conflitto.

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