Il terrorista libico al-Shogabi ha un passaporto speciale

Di Vanessa Tomassini.

Il Governo di Accordo Nazionale (GNA) viene travolto da un ennesimo scandalo che conferma il suo continuo coinvolgimento con gruppi estremisti. Questa volta, tuttavia, a rompere il vaso di Pandora è stato il ministro dell’Interno, Fathi Pashaga, ordinando l’arresto di Imad Faraj Mansour al-Shogabi , accusato di essere un pericoloso terrorista collegato ad Ansar al-Sharia e Daesh. Shogabi, oggi impegnato al fronte contro Haftar con i gruppi armati dello stesso Ministero che ne ordina la cattura, risulta essere per Pashaga il coordinatore tra i terroristi dell’ISIS e Ansar al-Sharia, collegati al Consiglio Shura di Bengasi e Derna.

A questo mandato di arresto al-Shogabi, con il sostegno della Fratellanza Musulmana e dei membri dell’ormai disciolto gruppo terroristico Ansara al-Sharia, responsabili di feroci attacchi terroristici, tra cui quello al Consolato USA a Bengasi, tra l’11 e il 12 settembre 2012, ha risposto in un video affermando di essere accusato ingiustamente e rivelando documenti compromettenti del Ministero dell’Interno che, tra il 13 maggio 2019 e il 3 novembre 2019, avrebbe trasferito 570.442.825,20 euro, alla compagnia armamentaria che rifornisce l’esercito turco, SSTEK. Gli acquisti di armi sarebbero stati autorizzati dal capo dell’Audit Bureau, Khaled Shakshak, noto esponente della Fratellanza Musulmana libica.

Ma non è tutto. A sollevare ulteriori polemiche c’è il fatto che al-Shogabi, per cui Pashaga ha ordinato il mandato di arresto, è in possesso di un passaporto speciale (o diplomatico) rilasciato dal Ministero degli Esteri del GNA, in quanto consulente della Libyan Investment Autorithy (LIA), su assegnazione di un altro fratello, membro del Consiglio di Direzione, Mustafa Manaa. Fonti ben informate hanno confermato l’autenticità del passaporto. I passaporti speciali libici, infatti, sarebbero stati realizzati in Europa secondo moderne tecniche che ne rendono difficile, o quasi impossibile, la contraffazione.

La decisione del ministro Fathi Pashaga, rappresenta per molti una apertura verso il generale Khalifa Haftar, forse suggerita dagli Stati Uniti, che, preoccupati per una escalation del coinvolgimento russo nel conflitto, in questi giorni si sono impegnati a mediare tra le parti per il raggiungimento di un cessate il fuoco. Pashaga si era recato a Washington nei giorni precedenti il meeting degli ufficiali senior del Dipartimento di Stato USA con il generale Haftar. L’incontro, come scrive Mauro Indelicato su Inside Over, lascia intravedere la possibilità di una svolta in Libia. In questo contesto Pashaga assume un ruolo chiave. Di ritorno dal suo viaggio, il ministro ha riconosciuto che la legittimità dello Stato e il processo decisionale libico è ostaggio delle milizie nella capitale.

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